IL GIOCO DEL PALLONE

Nato anch'esso nel pieno del medio evo, aveva
originariamente le stesse funzioni dei giochi e delle gare finite, alla fine, nei vari
palii cittadini.
Inizialmente aveva lo scopo di distrarre i
combattenti durante le attività di assedio. Le fortificazioni erano talmente efficaci
contro le armi del tempo che spesso l'unico modo ragionevole per costringere una città
alla resa, era la fame. Questo significava un lungo periodo di presidio in forze per
bloccare ogni tentativo di rifornimento. Nel frattempo bisognava tenere le truppe in
allenamento e col morale alto, magari abbassando quello degli assediati. Così",
all'ombra delle mura e delle torri, a maggior scorno dei difensori, nascevano gare e
tornei di ogni tipo.
Certamente il gioco del pallone rientrava fra questi
e certamente ogni città lo giocava con regole proprie, anche se vi era una buona
somiglianza fra tutti.
Quello che Castelfranco Veneto ci propone è una
riedizione moderna, estremamente regolamentata per evitare inutili incidenti; un tempo non
si usavano tanti riguardi, neanche quando il gioco divenne una gara di pace, un momento di
confronto fra varie fazioni o borgate cittadine.
Si giocava, abbiamo detto, un po' in tutta Italia e,
anche se quello fiorentino è assurto agli onori della storia perché venne giocato
perfino durante l'assedio spagnolo del 1530, anche a Castelfranco è ben documentato. La
"piazza del pallone" è segnata ancora nel catasto napoleonico ad indicare uno
spiazzo estendentesi dal Torion all'angolo "del Giorgione", lungo il terrapieno
tra le mura e il fossato.
Probabilmente è la "riva (o rivetta) del
pallone", citata in un documento della podesteria veneziana, su cui si svolse nel 17.
secolo una partita rimasta memorabile per gli strascichi giudiziari.
Si scontravano due squadre formate dai giovani
rampolli di famiglie benestanti castellane ed era in palio una cena all'osteria "Alla
Spada". Purtroppo il documento è monco e molti particolari (compreso il finale) ci
sfuggono, un dato però è certo: chi perde non vuol pagare, accampando evidentemente
irregolarità nel comportamento avversario. Pare si trattasse di squadre legate alle due
parrocchie "fieramente" rivali in Castelfranco, quella della "chiesa di
dentro" e quella della "chiesa di fuori", il che ci autorizza anche a
pensare che le irregolarità ipotizzate potevano essere ben pesanti, viste le
"gentilezze" che i parrocchiani si scambiavano ad ogni piè sospinto (dagli
insulti ai duelli con relativo spargimento di sangue .....).
Ma possiamo solo ipotizzare, come si diceva; di certo
rimane il fatto che molto a lungo nei secoli il gioco del pallone (quello medioevale, non
quello moderno) venne praticato nella nostra città e con una carica agonistica che nulla
ha da invidiare a quello odierno.
Anche se non sarebbe male ricordare che il primo
campo di gioco del Giorgione Calcio fu proprio la piazza principale (date le dimensioni)
prima che venisse così elegantemente ricoperta dal porfido.
LE REGOLE DEL GIOCO
Il gioco del pallone si svolge su un campo avente le
dimensioni di 14 per 70 metri, con porte fiorentine, cioè a sacco e larghe quanto
l'intero fondo del campo.
Il gioco consiste nel collocare la palla nel sacco
(porta) avversario, ottenendo così un punto. La palla va giocata liberamente con tutto il
corpo e sono ammesse le trattenute al tronco ed alle braccia dell'avversario portatore di
palla. Sono vietate invece le cariche alle spalle, i placcaggi alle gambe, al collo ed i
frontini ed è poi vietato bloccare a terra l'avversario in più di un giocatore e per non
più di cinque secondi.

Le infrazioni a tali regole comportano l'espulsione
dal campo per almeno cinque minuti da trascorrere nella apposita gabbia o gogna; se il
fallo è grave o volontario gli arbitri potranno imporre l'espulsione per tutto
l'incontro.
Ogni tiro deviato dalla difesa che esce dalla parte
superiore della porta procura un corner ed ogni tre corner si tira un rigore parabile da
tre portieri; se segnato vale mezzo sacco. Se il tiro non deviato, esce sopra la porta,
procura mezzo sacco alla squadra che difende.
Ogni partita dura quaranta minuti e solo in caso di
parità si continuerà ad oltranza fino a che una squadra segna un sacco o mezzo: il Sacco
d'Oro. Ogni sacco viene proclamato con un giro in campo dello stendardo della squadra che
ha realizzato il punto.
Le squadre partecipanti rappresentano uno o più
quartieri e frazioni e sono costituite da dieci giocatori in campo sostituibili con cambi
volanti da altrettante riserve. I giocatori devono essere residenti nel quartiere o
frazione corrispondente alla squadra a cui potranno essere aggiunti giocatori singoli
provenienti da quartieri e frazioni che non partecipano oppure anche da quartieri
partecipanti previo formale benestare dei responsabili di quest'ultimi.
IL TORNEO
Sono previste le due prime giornate quali fasi
eliminatorie che vedranno, nella terza giornata, lo scontro tra le quattro rimanenti da
cui usciranno le due squadre finaliste, come da calendario.
Alla vincente verrà consegnato lo stendardo del
torneo attualmente in possesso dei vincitori dell' ultima edizione.

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